02/08/17

Belli e le scritte sui muri


Passeggiando per Roma saltano agli occhi le scritte che imbrattano i muri. 
Sono sia in centro che in periferia, e questi atti di puro vandalismo costano allo stato cifre importanti per rimuoverle.
Soldi che potrebbero essere usati diversamente e invece il Comune è costretto a spendere  per ripulire i danni dei vandali che non hanno di meglio da fare che sporcare la città, tra scritte sui muri e graffiti. 

Nel caso dei murales, dei graffiti la situazione è un pò diversa,  perché in alcuni casi si tratta di vere e proprie opere d'arte fatte dagli artisti di strada: la cosìdetta street art (vedi qui [...] ).

Comunque questa brutta abitudine, non solo romana, di imbrattare muri, con più gusto se puliti da poco, è riferita anche da Giuseppe Gioachino Belli.

In un sonetto dal titolo "Un ber gusto romano" il poeta  racconta proprio di questa abitudine con cui si divertivano i ragazzi romani della sua epoca. 

Infatti per questi ragazzi era una grande soddisfazione imbrattare i muri, soprattutto quelle delle case nuove e dei palazzi. 
Allora non c'erano le bombolette spray e si usava più semplicemente il carbone.
Belli si diverte ad elencare i vari disegni con cui  venivano sporcati i muri. 

segni che venivano fatti erano di vario tipo: cifre, pupazzi, numeri da giocare al lotto o il cosiddetto nodo di Gordiano
Ma non solo, i più impertinenti facevano disegni sconci, ovviamente di carattere sessuale. Ieri come oggi.....


murales con papa francesco -superman
Roma Vaticano (cancellato)
Alcune volte poi questi atti di vandalismo  non si limitavano solo alle scritte, ma andavano oltre provocando veri e propri danni sui muri insistendo con bastoni, chiodi o sassi. 

Quando scrive questo sonetto, Giuseppe Gioachino Belli ha 42 anni. Riveste anche un buon ruolo sociale in quanto impiegato dell'amministrazione pontificia, sposato con una ricca nobildonna e con un figlio, oltre che essere un personaggio di rilievo nella vita culturale di Roma. 

Ciononostante, le ultime righe contengono una confessione-schock. 

Belli dichiara che di  fronte a un bel muro bianco ritorna ragazzo e  ancora prova il gusto  di sporcarlo, ovviamente non visto.

Si tratta forse di nostalgia e rivivere un attimo di quell' adolescenza spensierata, che non aveva avuto mai, a causa delle tante disgrazie che lo avevavo segnato, fin dalla giovane età ? O piuttosto una metafora, un' allusione all'impeto di protestare, contro il mondo in cui viveva......

Un ber gusto romano 
La nostra gran zodisfazzione
de noantri 1 quann’èrimo 2 regazzi
era a le case nove e a li palazzi
de sporcajje 3 li muri cor carbone.
              
Cqua ddiseggnàmio 4 o zziffere 5 o ppupazzi,6
o er nodo de Cordiano 7 e Ssalamone:  8
llà nnummeri 9 e ggiucate d’astrazzione,10
o pparolacce, o ffiche uperte e ccazzi.
              
Oppuro 11 co un bastone, o un zasso, o un chiodo,
fàmio 12 a l’arricciatura quarche sseggno,
fonno in maggnèra 13 c’arrivassi ar zodo. 14
              
Quelle sò 15 bbell’età, pper dio de leggno!
Sibbè cc’adesso puro 16 me la godo,
e ssi 17 cc’è mmuro bbianco io je lo sfreggno.18

22 giugno 1834

Note
1.Noi altri; 2. Quando eravamo; 3. Sporcargli; 4.Disegnavamo 5.Cifre. 6.Fantocci. 7.Gordiano 8. .Salomone  9. Per solito vi scrivano i numeri del millesimo corrente; 10. Giuocate: de’ numeri per la estrazione del lotto. 11.Oppure; 12.Facevamo; 13.Profondo in maniera; 14.Che arrivasse al sodo; 15 Sono; 16.Benché, adesso,pure, ecc 17.Se;18. Glielo rovino.