21/11/16

Belli e il potere dei quattrini

Giuseppe Gioacchino Belli aveva ben chiaro che chi disponeva di denaro sonante poteva facilmente aggirare la legge, la virtù e l'onore..
Ma non basta.. infatti solo chi poteva contare su capitali, su proprietà immobiliari etc... sarebbe riuscito a fare una vita indipendente e benestante, senza dover adattarsi ad attività che si traducevano nella dipendenza da superiori, da esseri spesso meschini che facevano valere la loro posizione sociale.
E tuttociò aveva come conseguenza la indispensabile richiesta di favori. 
Inoltre tale situazione si accompagnava al mancato disconoscimento dei meriti personali e all'inevitabile ricorso a legami clientelari...

L'importanza della raccomandazione
Triste panorama
quello che il Poeta presenta nelle lettere (e non solo) scritte alla sua amica del cuore la marchesina Roberti, residente nelle Marche nella tranquilla Morrovalle.

E non si trattava di tesi sostenute magari per impressionare Cencia (questo era il soprannome, assai poco romantico, con cui la contessina è passata alla storia) (clicca qui).
Si trattava di esperienze di vita vissuta dallo stesso Belli.
Come non ricordare le difficili condizioni dell'adolescente Belli seguite alla prematura morte del padre e della madre, all'assenza di alcun tipo di sostentamento che lo avevano costretto a chiedere raccomandazioni per trovare il "posto fisso", come dipendente dell'amministrazione pontificia, che accompagnarono buona parte della sua vita..


Mostra digitale su Belli travet
A tale proposito abbiamo ricostruito la "carriera" del Poeta nella mostra digitale dal titolo Giuseppe Giochino Belli, impiegato dell'amministrazione pontificia ( 1807-45) (clicca qui).
Ieri come oggi i soldi fanno miracoli
E proprio sul potere "miracoloso" dei soldi Belli scrive un sonetto graffiante. E possiamo affermare che, nonostante siano passati quasi 200 anni dalla nascita del grande Poeta romano, nulla sembra cambiato nell'importanza che la società dà a chi possiede tanti soldi... ieri come oggi!

1075. Li miracoli de li quadrini 
Chi ha cquadrini è una scima de dottore, 
senza manco sapé scrive né llègge: 1 
pò sparà indove vò rròtti e scorregge, 
e ggnisuno da lui sente er rimore. 2 
Pò avé in culo li ggiudisci, la Lègge, 
l’occhio der Monno, la vertú, e l’onore: 
pò ffà mmagaraddio, 3 lo sgrassatore,
 e ’r Governo sta zzitto e lo protegge. 
Pò ingravidà oggni donna a-la-sicura, 
perché er Papa a l’udienza der Giardino 4 
je bbenedisce poi panza e ccratura. 
Nun c’è ssoverchiaria, nun c’è rripicco, 
che nun passi coll’arma der zecchino. 
Viva la faccia de quann’-uno-è-rricco!

11 marzo 1834 
Note-1 Scrivere né leggere. 2 Romore. 3 Magari. 4 Il Papa riceve le donne in giardino. 

[Versione. I miracoli dei soldi
Chi ha soldi è un bravo dottore,
senza neanche saper scrivere nè leggere:
può sparare dove vuole rutti e scuregge,
e nessuno ne sente il rumore.
Può prendere per il culo i giudici, la legge,
le convenienze, le virtù, e l'onore,
può fare anche l'usuraio,
il Governo sta zitto e ti protegge.
Puoi ingravidare ogni donna,
perchè il Papa all'udienza fatta in Giardino,
benedice la pancia e  la cretura.
Non c'è prepotenza, non c'è ripicca,
che non passi coll'arma dei soldi.
viva la faccia di quando uno è ricco]