09/04/16

Belli e mons. Vincenzo Tizzani


Chi conosce e ama il Poeta Giuseppe Gioachino Belli ha sicuramente sentito nominare monsignor Vincenzo Tizzani (1809-1892). 

Per 25 lunghi anni fu un grande amico, ricambiato, del Poeta romano, ed ebbe anche un ruolo importantissimo dopo la scomparsa di  Belli, avvenuta nel dicembre del 1863.

A questo lungimirante monsignore spetta infatti il merito di aver custodito, dopo la morte del Poeta, la cassetta con gli autografi dei sonetti. 
Per Belli infatti si sarebbero dovuti bruciare, Tizzani invece consegnò la cassetta a Ciro, figlio di Belli e permise quindi che la grande opera del poeta romanesco si potesse pubblicare  e far conoscere al mondo...
Almeno così viene raccontata questa  vicenda, anche se è lecito esprimere dei dubbi circa la reale volontà di Belli di eliminare tutti i Sonetti..

Comunque questo episodio, che vede coinvolti uno prelato smaliziato e un Poeta dissacrante come Belli fu comunque solo una tappa, per quanto importante, nella longeva e feconda esistenza di monsignor Tizzani, conoscitore profondo e disincantato della Roma del suo tempo, assai vicino ai papi Gregorio XVI e Pio IX, accompagnato sempre da un lucido spirito critico, frutto anche di un lungo tirocinio accademico.

Tizzani scriveva un diario in cui registra gli avvenimenti contemporanei
Oggi Tizzani però vive di luce propria. 
Sono infatti stati pubblicati il primo volume delle Effemeridi Romane (1828 -1860) vol.1, a cura di Giuseppe M. Croce.

In questi scritti Tizzani ha consegnato i ricordi della sua vita in un diario che attraversa gran parte dell'Ottocento
Durante la sua lunga vita Tizzani  fu amico di personalità come Silvio Pellico, Gino Capponi, Gaetano Moroni, Luciano Bonaparte, Antonio Stoppani, Carolina de Sayn-Wittgenstein (la musa di Liszt)..
Nella cerchia dei amici c'è anche Gioachino Belli, che poco prima di morire gli affiderà la copia manoscritta dei Sonetti con la richiesta di distruggerli, e che Tizzani, invece conserva e, dopo la morte del poeta, consegna quasi integralmente al figlio.

Ma il Tizzani fu anche uomo generoso e benefico nei vari ambienti sociali della Roma dell'Ottocento, attento ai bisogni del "ricco e del poverello" come scriverà di lui l'amico Belli. La perdita totale della vista, che fu la grande tragedia della sua vita, non impedì di proseguire  nel  ministero sacerdotale e negli studi austeri. 

Grande estimatore di Antonio Rosmini che difese coraggiosamente presso Pio IX e Leone XIII, Tizzani continuò ad insegnare alla Sapienza fino al 1870, e a seguire, prima e dopo la caduta del potere temporale, le vicende della Chiesa e della società romana, fino alla morte avvenuta nel 1892.

Breve biografia di Tizzani (per saperne di più)
1809- Vincenzo Tizzani  nasce a Roma, terzogenito di Paolo e di Teresa Bedoni, di origine bolognese e viene battezzato il giorno dopo nella chiesa di San Luigi de' Francesi.  Orfano a tre anni, cresce nella casa di uno zio prete, don Carlo Bedoni, segretario dell' importante ufficio della Elemosineria Apostolica, ente che, come dice il nome, si occupava di beneficenza verso i poveri.
Tizzani da vecchio ricorderà le sue intrusioni fanciullesche fra i cardinali del conclave del 1823, il ritorno di Pio VII dopo la caduta di Napoleone, le feste cittadine per l'elezione papale, l'anno santo del 1835, la comparsa tra i salotti cittadini del giovane abate Giovanni Maria Mastai Ferretti, futuro Pio IX.
1832 -  entra giovanissimo  nell'ordine dei Canonici regolari di S. Pietro in Vincoli, dove il Belli era di casa. 
1833 - 1870, diventa  prima supplente poi dal 1837 al 1870 docente di Storia della Chiesa alla Sapienza, e ricopre anche delicati incarichi di consultore nella Curia Romana, in particolare della Congregazione dell'Indice,  
1834 - viene ordinato sacerdote.
S. Pietro in Vincoli
-1840  Vice-presidente dell'Accademia tiberina 
- 1841 dà alle stampe il suo primo libro e diventa superiore di San Pietro in Vincoli. Pochi mesi dopo diventa procuratore generale dell'ordine e abate di S. Agnese fuori le mura; legato strettamente al cenacolo di letterati ed artisti raccolti attorno alla Basilica di S. Pietro in Vincoli e all'Accademia Tiberinadiventa socio ordinario della Pontificia Accademia di Archeologia Sacra. 
-1843. Viene nominato vescovo di Terni da Gregorio XVI ad appena 34 anni.
-1848 Pio IX accoglie la richiesta di monsignor Tizzani di essere trasferito, anche a causa delle forti difficoltà con il clero ternano, con cui i rapporti erano degenerati proprio a causa delle radicali riforme cui il Vescovo aveva sottoposto la diocesiTizzani torna a Roma per lavorare all'interno della Congregazione dell'Indice (attuale Congregazione per la dottrina della Fede); 
-1849, durante la Repubblica Romana, si stabilisce ad Arpino, mantenendo i contatti con il Papa, rifugiatosi a Gaeta. Ripreso l'insegnamento universitario, Tizzani viene nominato dal papa anche Cappellano Maggiore dell'Esercito Pontificio. In questi anni si occupa anche, con successo, dell'assistenza ai detenuti politici. 
1892  gennaio 10 - Si spegne serenamente a Roma il 10 1892, a 83 anni.

Tizzani, Belli e Terni. 
Belli, che fra l'altro aveva sposato la contessa Maria Conti, di origini ternane, nomina l'amico e confidente spirituale mons. Vincenzo Tizzani  in due sonetti:
Terni, via Garibaldi.
in verde la casa che ospitava G.G .Belli 
 La festa sua
A pproposito! Adesso che cce1 penzo,
me pare, si2 nun sbajjo, che ddimani
a la Minerba3 li domenicani
accènneno4 li lumi a ssan Vincenzo.
Figúrete la folla de cristiani
e ssi2 cche ssorte de concorzo immenzo
annerà ddomatina a ddà l’incenzo
ar zor padre canonico Tizzani!
Ebbè, nnell’incenzallo hanno raggione,
perché cquer Reverènno è un zantarello
e ha ’na testa che mmanco Salamone.
Lui, o cce vadi5 er ricco o er poverello,
fa bbone grazzie a ttutte le perzone,
e indovunque lo tasti è ssempre quello.

Note.1 Ci. 2 Se. 3 A S. Maria sopra Minerva. 4 Accendono. 5 Ci vada. 

[versione.
La sua festa
A proposito, adesso che ci penso
mi pare, se non sbaglio, che domani
alla Minerva i domenicani
festeggiano San Vincenzo.
Figurati la folla di cristiani
e quanta gente 
andrà domani mattina a portare l'incenzo
al padre canonico Tizzani.
Ebbene, hanno ragione ad incensarlo 
perchè quel reverendo è un santo
e ha più cervello di Salomone
Lui, o ci vada il ricco o il poverello,
fa buone grazie a tutte le persone
e dovunque lo tocchi è sempre lo stesso.]

L'Urion de Monti
Ggià cch’er Papa ha vvorzuto indeggnamente
fà vvescovo er calonico Tizzani
senza senticce prima un accidente
li su’ poveri fijji montisciani,
bisoggnerà abbozzà, naturarmente,
e ppe ffàcce vedé bboni cristiani
sbiggnà vvia tra le scianche de la ggente
co l’orecchie a l’ingiú ccome li cani.
Questa perantro c’è arrivata all’ossa;
e ccom’è vvero er foco de l’inferno
er Zanto Padre sce l’ha ffatta grossa!
E ppoteranno dí ssempr’ar Governo
li Monti, che jj’è ttocca una gran sbiossa,
e li Ternani, c’hanno vinto un terno.

[versione 
Il rione Monti
Giacchè il papa ha voluto indegnamente
fare vescovo il canonico Tizzani
senza sentire per niente i poveri figli del quartiere Monti
bisognerà abbozzare e, naturalmente,
e per farci vedere buoni cristiani
svignare via fra le gambe della gente
con le orecchie giù come i cani.
Questa peraltro ci è arrivata dentro
e come è vero il fuoco dell'inferno
il Santo Padre l'ha fatta grossa.
E potranno sempre dire al Governo
i Monti(ciani), che gli è toccata una grande batosta,
e i ternani, che hanno vinto un terno.]