02/10/18

Belli e la canzoncina "Maramao perchè sei morto"

Una canzonetta leggera può nascondere delle allusioni ad avvenimenti accaduti,  che rimangono spesso sconosciute ai tanti che la ascoltano per puro divertimento? Sembrerebbe di si!! 
E' il caso del brano musicale Maramao perché sei morto?, composto nel 1939 da M. Consiglio e da M. Panzeri, che addirittura suscitò problemi nella censura dell'epoca fascista, perchè sospettata di riferirsi alla morte del gerarca Ciano, genero di Mussolini.

Così i versi incriminati:
Maramao perché sei morto? 
Pan e vin non ti mancava, 
l’insalata era nell’orto, 
Maramao, perché sei morto? 

Sospetti veramente ridicoli se confrontati con il fatto che questo ritornello riprendeva una filastrocca o un canto popolare risalente alla prima metà del XVI secolo e che avrebbe avuto origine nel Regno di Napoli. 
Ma in quell'epoca non lo sapevano e la mancanza di ironia era connaturata alla dittatura fascista. Così qualsiasi fatto poteva suscitare pericolosi sospetti e indagini.

Maramao al tempo del potere pontificio
La triste vicenda del gatto Maramao in sostanza veniva narrata da secoli, e, almeno da quanto riferito da Vitaliano Brancati in "Ritorno alla censura" (Bompiani),  aveva già causato qualche problema ai gendarmi pontifici.
Scriveva Brancati :"La notte del 10 febbraio 1831 un povero storpio arrancava per le vie di Roma cantando: Maramao, perché sei morto? Pane e vin non ti mancava, l'insalata avevi all'orto… 
Subito venne arrestato, sotto l'imputazione di alludere al recente funerale del papa. Ma perché doveva alludere al papa? Quale riferimento poteva esserci fra l'insalata all'orto e i giardini vaticani? Queste domande, prima di noi, se le fece Gioacchino Belli, in uno dei sonetti rimasti inediti sino a pochi anni fa...

Il sonetto in questione era stato composto nel 1833, due anni dopo il fatto riferito sopra. 
Nel sonetto si scrive di una canzoncina, ancora oggi nota, che costa ad un uomo la prigione, e questo crea nel personaggi che parla una reazione furiosa. In  sostanza chi parla difende l'uomo negando i riferimenti politici, che si attribuivano ai versi. 
Ciò facendo però conferma quei fatti, come si legge nella quartina dopo.  

Perciò, proprio a  causa della difformità delle date,  il sonetto sembrerebbe piuttosto frutto di un'invenzione fantasiosa del Poeta e non la riscrittura di un fatto di cronaca: nel 1833 già regnava Gregorio XVI(1831-1846), e l'ultimo funerale era stato quello celebrato a seguito della morte, avvenuta nel 1830, di papa Pio VIII (1829-1830) celebrato nel 1831(1).

Er canto provìbbito 
1 Sta in priggione, ggnorzí, 2 ppovero storto! 
Io da l’abbíle 3 sce faría 4 la bbava. 
Sta in priggione: e pperché? pperché ccantava 
jer notte: Maramào, perché ssei morto. 5 
Ebbè? ssi 6 è mmorto er Papa? e cche cc’entrava 
de dì cche ccojjonassi 7 er zu’ straporto? 8 
E cché! ttieneva l’inzalata all’orto 
er Zanto-Padre? e cché! fforze 9 maggnava? 
Teste senza merollo: 10 idee brislacche. 11 
Duncue puro a ccantà cce vò er conzenzo 
de sti ssciabbolonacci a ttricchettracche! 
Io me sce sento crèpa 12 da la rabbia. 
«Ma», ddisce, «è bben trattato»: 
eh, bber compenzo d’avé la canipuccia e dde stà in gabbia


Roma, 11 febbraio 1833 

[Versione. Il canto proibito. Sta in prigione, sissignore, povero storpio! Io dalla bile farei la bava. Sta in prigione e perché? Perché cantava ieri notte “Maramao perché sei morto”. E allora? Se è morto il Papa? E che c’entrava dire che schernisce il suo funerale? E che? Forse aveva l’insalata nell’orto il Santo Padre, e che, forse mangiava? Teste senza midollo, idee bislacche! Dunque, anche per cantare ci vuole il permesso di questi sciabolonacci da marionette! Io mi sento morire dalla rabbia. Ma, dice, è ben trattato. Eh, bel compenso avere la canapuccia e stare in gabbia.]


Note -1 Proibito. 2 Gnorsì: signor sì. 3 Bile. 4 Ci farei. 5 Antica canzone volgare: Maramao, perché sei morto? / Pane e vin non ti mancava: / L’insalata avevi all’orto: / Maramao, perché sei morto? 6 Se. 7 Schernisce. 8 Trasporto. 9 Forse. 10 Midollo. 11 Stravaganti. 12 Modo d’ingiuria, invece di dire «io mi sento crepare». 


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(1) Quanto ai versi della  canzone Maramao perchè sei morto, citata da Belli, si sono fatte altre interpretazioni come quella che la collega a Francesco Maramaldo, oppure a un personaggio della commedia dell'Arte : tal Maramau...sempre però va ricordato che ancora oggi la parola accompagna un gesto di dileggio (fare maramau)