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07/09/16

G.G. Belli e il 7 settembre. Francobolli e buste filateliche per i 200 anni dalla sua nascita (1991)


Per commemorare la nascita del poeta romano Giuseppe Gioachino Belli si devono aspettare sue secoli.....
Infatti  solo nel 1991 l'istituto Poligrafico dello Stato si ricorda del poeta romano e stampa un francobollo commemorativo in occasione del bicentenario della sua nascita,  avvenuta a Roma il 7 settembre 1791.
Per questo francobollo viene utilizzato una ritratto più maturo del poeta, rispetto a quello utilizzato per la sua morte [vedi post]. 
Il ritratto questa volta è ripreso da una fotografia fatta al letterato romano Giuseppe Gioachino Belli nel 1845 di autore ignoto (forse Giacomo Caneva), . 
Oggi. Roma, il Tevere,
ponte Quattro capi e l'isola tiberina
Sullo sfondeo del viso di G.g. Belli, viene collocato uno squarcio di Roma, comprendente il Tevere, con Ponte dei Quattro Capi, e gli edifici collocati sull' isola tiberina.
Il valore del francobollo è di Lire 600, la data di emissione 15 -4-1991.

BUSTE FILATELICA RICORDO DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA. Come per la celebrazione del 100° anniversario della sua morte (1963) (vedi post), fu stampata anche una busta filatelica ricordo, con annulli postali del primo giorno di emissione. 
Questa volta sulla busta non viene stampato alcun sonetto,  si preferisce imprimere un'immagine di castel sant'Angelo e  sulla sinistra, un altro ritratto di Giuseppe Gioachino Belli, veramente poco somigliante alle altre immagini tramandate del poeta.





CARTOLINA FILATELICA. La stessa immagine utilizzata per il francobollo commemorativo del bicentenario della nascita di G.G.Belli viene utilizzata per stampare una cartolina filatelica (editore Scicutella , 1991, Palo del colle in Bari). 


La cartolina filatelica è una vera e propria cartolina, prodotta in un formato standard (14,8 x 10,5 centimetri).
Se realizzata in occasione di un’emissione filatelica, la cartolina riproduce particolari dell’immagine del francobollo e l’annullo del “giorno di emissione”.

La maximafilia è una branca della filatelia, un perfetto connubbio di storia tra cartolina, francobollo ed annullo speciale. 
La cartolina non è viaggiata ma è timbrata ed apposto un francobollo celebrativo dell´evento , la condizione e che i soggetti rappresentati devono essere tutti gli stessi.   

24/12/13

G. G.Belli. Festa in musica per celebrare il 150° anniversario della sua scomparsa


La musica per celebrare i 150 anni della scomparsa di Giuseppe Gioachino Belli! 
All'Auditorium - parco della musica, domenica 13 ottobre 2012,  si è tenuta una grande festa musicale, con Ambrogio Sparagna e l'Orchestra popolare italiana, che ha messo insieme i Sonetti del grande poeta romano Giuseppe Gioachino Belli, molto conosciuto da tutti romani e non, gli strambotti e i canti popolari raccolti dall'altro poeta romano "ritrovato" Giggi Zanasso. 


E' possibile visualizzare il video dello spettacolo - Auditorium parco della Musica cliccando qui [...]

Accanto ai famosi sonetti di Giuseppe Giaochino Belli,  letti dall'attore Massimo Popolizio, sul palcoscenico si sono recitati anche gli strambotti, brevi componimenti di contenuto in prevalenza amoroso, tratti dalle raccolte ottocentesche dei canti popolari romani, soprattutto quelli raccolti da Giggi Zanazzo, poeta e antropologo del primo novecento. 


Gli strambotti sono  interpretati da voci soliste, un sestetto vocale (il Sestetto vocale di Orvieto) e un grande coro popolare accompagnati dall'Orchestra Popolare Italiana, che evoca i suoni del popolo romano rappresentata del Belli mediante l'impiego di strumenti arcaici della campagna romana come zampogne, ciaramelle, flauti di canna e di corteccia, tamburelli, ecc.

I sonetti sono stati scelti in base ad alcuni elementi tipici della poetica belliana come l'amore carnale, la morte, il potere corrotto, l'evasione dalla realtà, la celebrazione di Roma e il sentimento di pietà. 

Il sonetto è la forma metrica più celebre e fortunata della tradizione lirica italiana. Si compone di 14 endecasillabi divisibili in una prima parte di 8 versi (due quartine) e una seconda di 6 (due terzine).  Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863) è l'autore della più  grande raccolta che, pubblicata nell'edizione definitiva e postuma del 1952, raggiunge il totale di 2279 sonetti. 

Nella sua introduzione ai sonetti Belli indica i suoi scopi:  vuole innalzare un “monumento di quello che oggi è la plebe romana”. Questo tipo di rappresentazione comporta la scelta del dialetto romanesco, un idioma subalterno che gli consente di calarsi completamente nelle espressioni culturali del popolo rozzo e spropositato a cui è negata ogni speranza di miglioramento. Se la speranza nel futuro è una pura illusione, resta allora soltanto il presente,  con le sue piccole cose, i piccoli fatti, i piccoli pensieri, le piccole violenze, fatte e subite. 
Nei sonetti l’autore non è più se stesso: diventa i personaggi che fa parlare; non denuncia dall’esterno il degrado del popolo minuto ma diventa egli stesso popolo che urla contro la proprio misera situazione e contro l’oppressione del potere costituito, impossibilitato a cambiare la realtà. 


06/12/13

G.G. Belli, 1964. Comune di Roma conia una medaglia per i 100 anni dalla sua morte



Chi meglio del poeta Giuseppe Gioachino Belli che ha dedicato quasi tutta la sua produzione letteraria al popolo romano meritava  un omaggio dal Comune di Roma?
E così la prima medaglia coniata per celebrare il XXI aprile, giorno in cui si festeggia il Natale di Roma è stata dedicata a celebrare il 100° anniversario della morte del grande poeta romano, avvenuta a Roma il 21 dicembre del 1863.

Una pronipote del poeta ha permesso, grazie ai ricordi tramandatisi nei discendenti del Belli, di rivivere, quasi in diretta, la morte improvvisa del poeta, testimoniata dall'unico figlio Ciro: 
"Saranno state le cinque le sei.. [Belli] si aggirava, come al solito, intorno al tavolo dove i nipotini  Carlo e Giacomo [ figli di Ciro] facevano i compiti, con uno scialletto sulle spalle e lo scaldino tra le mani ; improvvisamente ebbe uno sturbo, uno svenimento, cadde e in capo a qualche ora morì". (N.B. altre fonti dicono che avesse anche il rosario in mano ??)


Questa fine così repentina permise al poeta romano di mantenere lucidità e autonomia fino alla  morte, e di vivere anche gli ultimi giorni nella sua casa godendosi fino all'ultimo i suoi affetti. Giuseppe Gioachino Belli aveva 72 anni e tre mesi.

Riallacciandosi a un’antica tradizione medaglistica cittadina, il Comune di Roma nel 1963  cominciò la tradizione di realizzare una medaglia che ogni XXI aprile celebrasse il Natale di Roma ricordando un evento o una ricorrenza particolarmente significativi dell’anno. Poi, alle coniazioni annuali se ne aggiunsero altre straordinarie. Il 21 aprile è a data della fondazione di Roma,  fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C. (Natale di Roma) dallo storico latino Varrone. L iniziativa fu ideata da Armando Ravaglioli, funzionario del Comune di Roma e giornalista-scrittore di volumi su Roma.
Per il livello degli autori coinvolti (grandi scultori e medaglisti di primo piano) e per la qualità artistica delle opere realizzate, la serie delle medaglie prodotte nell’arco di un decennio costitusce una significativa testimonianza del clima artistico della città in quel periodo. 

CENTENARIO DI G. G. BELLI
Descrizione della Medaglia annuale 1964
Fronte: Gruppo di obelischi attorno alla colonna traianea e alla torre capitolina. Intorno, la scritta “XXI APRILE MCMLXIV ANNO MMDCCXVII DI ROMA + SPQR
Retro: Figure del folklore romano ispirate dalle stampe di Pinelli, sormontate dal motto: UN MONUMENTO AL POPOLO DI ROMA. All’intorno, la scritta: CENTENARIO DI GIUSEPPE GIOACHINO BELLI MDCCCLXIII MCMLXIII.
modulo: mm. 50 – coniazione: Johnson – modelli: Goffredo Verginelli
emessa il 21 aprile 1964

07/11/13

G.G. Belli, 2013. Emissione di foglietto erinnofilo in occasione del 150° anniversario della morte.


Per rendere omaggio al 150° anniversario della scomparsa del poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli, l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha realizzato nel 2013 un foglietto erinnofilo celebrativo. 
Il foglietto riproduce il basamento in altorilievo che si trova sul retro del monumento dedicato al Belli, realizzato dallo scultore siciliano Michele Tripisciano (1860-1913) nel 1913, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla morte. 

Il Monumento a G.G. Belli 
Ed è proprio a Trastevere , nel rione più “romanesco” della città, nella piazza Giuseppe Gioachino Belli che sorge questo monumento voluto da Domenico Gnoli (Scrittore italiano, Roma 1838 - ivi 1915) e da altri romani che nel 1910 presentarono la proposta al sindaco Nathan.
Monumento a GG.Belli - 
Particolare del basamento 
riprodotto sul foglietto
Il luogo più idoneo alla collocazione del monumento fu trovato nella piazza trasteverina di fronte al ponte Garibaldi, allora denominata piazza d’Italia. E per il finanziamento delle opere partì una sottoscrizione popolare, cui partecipò anche il Comune, che raggiunse la cifra di 30.000 lire.


Il monumento, piuttosto articolato, è realizzato tutto in travertino: al di sopra di un alto basamento è collocata la statua del poeta, che poggia la mano destra su una ricostruzione della spalletta del ponte Fabricio ( o ponte Quattro capi), (riconoscibile per la presenza di una delle erme quadrifronti che lo caratterizza). 
Nel basamento in basso, in rilievo, si trova il padre Tevere con la Lupa ed i Gemelli e nella parte dietro una scena che raffigura la statua parlante di “Pasquino” attorniata da popolani. 
Alle sue estremità sono due fontane gemelle che ricevono acqua ognuna da un mascherone che raffigura la “Poesia” (sul lato verso il Tevere) e la “Satira”.


Ma veniamo al foglietto erinnofilo. Si è  utilizzata la riproduzione del gruppo di popolani, nei caratteristici abiti ottocenteschi, accanto alla statua ‘parlante’ di Pasquino. 
In basso a destra, sono presenti due perforati che mostrano, rispettivamente a destra e a sinistra, un ritratto del Belli ispirato al monumento romano a lui dedicato e le scritte “GIUSEPPE GIOACHINO BELLI” e “ROMAFIL 2013”.
In alto a destra, sono riportate le prime parole scritte dal poeta nell’introduzione ai sui famosi sonetti “IO HO DELIBERATO DI LASCIARE UN MONUMENTO DI QUELLO CHE OGGI È LA PLEBE DI ROMA”.

In basso a sinistra è riprodotto il logo dell’IPZS.
Il bozzettista è Gaetano Ieluzzo, Artista Centro Filatelico.

17/10/13

G.G. Bell, 2013. Moneta commemorativa dello Stato italiano.

Non ci risulta che fino ad oggi lo Stato italiano, mediante l'emissione di monete, abbia mai celebrato Giuseppe Gioachino Belli.. 
  


Però il 2013 segna un cambiamento di rotta! In occasione del 150° anniversario della scomparsa del grande pittore romano, avvenuta  a Roma il 20 dicembre 1863, lo stato italiano ha deciso di ricordare il poeta romano emettendo una moneta commemorativa, inserita nella serie  tematica persone famose coniata dall'Istituto Poligrafico  e Zecca  dello Stato. 

MONETA COMMEMORATIVA. Meglio tardi che mai.... Si tratta di una moneta in argento fior di conio (cioè non circolante ma solo per collezionisti) del valore facciale di 5 euro con le seguenti caratteristiche: 
Sul dritto: Busto di tre quarti a destra di Giuseppe Gioachino Belli; 
Archivio Alinari.
veduta di piazza Bocca
della verità
nel giro REPUBBLICA ITALIANA. 
Sul rovescio: Veduta della citta’ di Roma, Piazza Bocca della Verita’: sullo sfondo la chiesa di Santa Maria in Cosmedin; in primo piano, nel campo di destra, scorcio di uno dei templi romani del Foro Boario, ripresa da una foto della collezione Alinari (Firenze) (foto a destra);
nel giro, in alto, su due righe G. GIOACHINO BELLI; 
nell' esergo, 1863 – 2013 / MOMONI; 
nel campo di destra, R 5 EURO. 
Sul bordo: zigrinatura spessa continua.
Ne sono state coniate n. 7000 esemplari.

La moneta, sul dritto, riprende l'immagine consueta tratta dal famoso ritratto di G.G.Belli da giovane. Sul rovescio è molto suggestiva l'incisione dell'immagine di Roma, che è stata ripresa da uno scorcio fotografico della Collezione Alinari di Firenze.  
L'incisore è una donna: Claudia Momoni.

01/10/13

G.G. Belli, Roma, l'Italia, l'Europa. Convegni e ..altre iniziative.


CONVEGNO DI STUDI
Giuseppe Gioachino Belli, Roma, l'Italia, l'Europa
Roma, 7 settembre-20 dicembre 2013

I
7 settembre
MUSEO DI ROMA - PALAZZO BRASCH1 ore 17,30

Indirizzi di saluto
Flavia BARCA Assessore del Comune di Roma alla Cultura, creatività
e promozione artistica
Claudio PARISE PRESICCE Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali
Pier Luigi MATTERA Dirigente del Museo di Roma
Marcello TEODONIO presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli
"Quegli che usurpa in terra il luogo mio". Belli e Dante
letture di Gianni BONAGURA

II
26 settembre
ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI
BELLI NELLA LETTERATURA ITALIANA ED EUROPEA
mattino: ore 9,30-13
 indirizzo
 di saluto: Paolo SOMMELLA
presiede: Eugenio RAGNI
Maria Teresa LANZA, L'introduzione ai Sonetti nelle sue refenze letterarie.
Giulio FERRONI, Teatro di Roma, teatro del mondo
Claudio COSTA, "Fu teste pubblicato un bel sonetto". Le poesie in italiano di Belli.
Franco ONORATI, Belli “giornalista” nelle collaborazioni a “Lo Spigolatore”
pomeriggio: ore 15,30-18,30
presiede: Giulio FERRONI
Laurino NARDIN, Simpatie belliane: echi di Belli nella letteratura europea successiva (e anche altrove)
Vincenzo FRUSTACI, Belli, Dossi e la "ghiaia di Roma"
Sabino CARONIA, "Il più grande artefice del sonetto". Belli e D'Annunzio
Dario Pasero, Una "botta da ride": Filippo Tartùffiri lettore di Belli (e di altri poeti) 
Herbert NATTA, Belli nei dialetti italiani

III
13 ottobre 
MORROVALLE - PALAZZO LAZZARINI
ore 15,30
BELLI, MORROVALLE, LE MARCHE, GIACOMO LEOPARDI
Indirizzo di saluto: Stefano MONTEMARANI
presiede: Diego POLI
Manlio BALEANI, Belli e le Marche
Pietro GIBELLINI-Marialuigia SIPIONE, I colori dell'amore: le poesie per Vincenza Roberti e i sonetti di Morrovalle
Marcello TEODONIO, Giuseppe Gioachino Belli e Giacomo Leopardi
Manuela MARTELLINI, Belli e Giuseppe Neroni Cancelli

IV
24 ottobre
BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA
mattino: ore 9,30-13
indirizzo di saluto: Simonetta BUTTÒ
LA STORIA
presiede: Giuseppe MONSAGRATI
Lauro ROSSI,  Belli, Cuoco e la Rivoluzione napoletana dei 1799
Maria Pia CRITELLI, Morire per il re: l'avventura romana di Gennaro Valentino, cugino di Luigia Mazio Belli
Emanuele COGLITORE, "Quella puttana de condanna a milione". Belli e la condanna a morte
Leonardo LATTARULO, "Er boia lo conosco com' er Papa". Una riflessione su G. G. Belli e j. de Maistre
Mauro MELLINI, La pena di morte

pomeriggio: ore 15,30-18
L'EPISTOLARIO
presiede: Massimiliano MANCINI
Marta FERRI. "Teta dice: bisognerebbe stamparle". Le lettere tra Giuseppe Gioachino Belli e Jacopo Ferretti
Vanessa CARNEVALE, Davide PETTINICCHIO, Giulia SCOPONI, "Cristinella mia cara" "Caro papà Belli". Il carteggio 1849-1859 fra Giuseppe Gioachino Belli, Ciro e Cristina. Fabrizio BARTUCCA, Maria Rosaria RE, "Amabilissima amica" "Belli Mio dolce poeta". Il carteggio fra Giuseppe Gioachino Belli e Amalia Bettini

V 
26 ottobre
MUSEO DI ROMA - S. EGIDIO
LE TRADUZIONI DI BELLI
ore 10,30
presiede: Franco ONORATI
intervengono: Michael SULLIVAN (Inghilterra), Evgenji SOLONOVI (Russia), Luigi GIULIANI (Spagna), jiti PELAN (Repubblka Cèca)
conclude: Riccardo DURANTI

VI
14 novembre
MUSEO NAPOLEONICO
mattino: ore 9,30-13
FRANCIA E NAPOLEONE
presiede: Massimo COLESANTI
Giulia GORGONE, "Un po' ppiù che ddurava Napujjone". Napoleone, i Bonaparte e Belli tra evocazione e realtà
Fabio BENEDETTUCCI, "Cosa sc' entra la Francia in sto lavoro?". Presenze francesi nei sonetti belliani
Eugenio RAGNI, I Papi bélliani francesi": Pio VI e Pio VII
Elio Di MICHELE, Ernest Bovet fra innovazione e tradizione. Una rilettura di "Le peuple de Rome vers 1840 d'après les sonnets en dialecte transtévérin de Giuseppe-Gioachino Belli"


pomeriggio: ore 15,30-18,00
MILANO
presiede: Vincenzo DE CAPRIO
 Laura BIANONI, Il "journal du voyage": aspetti letterari e biografici
Marco PALLOTTA, Il 9ournal du voyage": aspetti storico-economici
Alda SPOTTI Belli e Gerolamo Lufiri Calvi

VII
5 dicembre
FONDAZIONE BESSO
mattina: ore 9,30-13
Indirizzo di saluto: Orsa LUMBROSO LA FEDE
presiede: Giovanni Di MICHELE
Maria Luigia SIPIONE, Salamome o Salomone? Il Belli sacro in dialetto e in lingua 
Alberto CAVAGLION, Risorgimento ed ebraismo. La cultura ebraica nell'Ottocento
Pietro GIBELLINI, Belli "libertino": nuove fonti e vecchie questioni
Giuseppe CROCE, "Preti. Nun dico bbene, eh sor Ferretti?". I preti in Belli.

pomeriggio: ore 15,30-18,00
 LINGUA E DIALETTO
presiede: Luca SERIANNI
Ugo VIGNUZZI-Rita FRESU, La lingua di Belli epistolografo (per uno studio linguistico sulle prose belliane)
Giulio VACCARO, Intorno a Belli: i poeti romaneschi dalla Repubblica romana all'Unità Silvia CAPOTOSTO, Aspetti della microvariazione nel romanesco belliano
Claudio CIANFAGLIONI, "A ccorno pistola e a ccorno vangelo". Note liturgie margine dei sonetti belliani

VIII
20 dicembre
PROTOMOTECA
ore 10,30
Indirizzo di saluto: Ignazio MARINO, sindaco di Roma
presiede: Tullio DE MAURO
Laura BIANCINI, I manoscritti di Belli e lo stato degli studi dei manoscritti
Marcello TEODONIO, "Il nostro Belli immortale". Conclusioni dell'anno belliano


12/09/13

Celebrazioni per il 150° anniversario della morte di G.G. Belli

Giuseppe Gioachino Belli nasce a Roma il 7 settembre 1791. 
E proprio in questa data, per ricordare la nascita del poeta,  a cura del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli in collaborazione con Roma Capitale (Assessorato Cultura, Sovrintendenza Capitolina Beni Culturali), sono iniziate nel cortile dello splendido palazzo Braschi, sede del Museo di Roma,  le celebrazioni per il 150° anniversario della sua morte avvenuta a Roma il 21 dicembre del 1863. 
Giuseppe Gioachino Belli è il più grande tra i poeti romani in dialetto, autore di quel “monumento alle plebi romane” che è il Commedione coi suoi 2.279 sonetti.

GLI EVENTI PER IL 150°ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL BELLI. Le celebrazioni per il 150° anno della morte di Belli. Questo che segue è il programma delle celebrazioni che comprende un ciclo di convegni, conferenze, letture e inaugurazioni.
palazzo Braschi
  • dal 7 settembre al 20 dicembre 2013 un convegno in otto sessioni  (vedi programma);
  • 23 novembre 2013, emissione di un francobollo commemorativo ad opera dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; 
  • 27 novembre, ore 16 al teatro Argentina, in occasione della pubblicazione di Giggi Zanasso, teatro a cura di laura Biancini e Paola Paesano, (Loffredo, 2013) messa in scena di tre atti unici di G. Zanasso con Claudia CRISAPIO, Anna Lisa DI NOLA, Stefano Messina regia di Stefano Messina
  • 2 dicembre 2013, inaugurazione di una lapide commemorativa a Palazzo Poli dove Belli abitò e scrisse i suoi sonetti 
  •  3 dicembre - 3 febbraio 2014, mostra al Museo di Roma  
  • 7 dicembre, MONTELEONE DI SPOLETO.Presentazione del libro I Norcini e Roma. L'arte della Norcineria dall'Umbria alla Dominante. 1770-1870, a cura di Elio DI MICHELE, il Cubo editore, 2013
  • 11 dicembre 2013 ore 16 al Teatro Argentina. In occasione della pubblicazione di Giuseppe Gioachino Belli - Jacopo Ferretti "Scastagnamo ar parla, ma aramo dritto". Epistolario a cura di Marta Ferri, il Cubo editore, 2013. Serata di letture di testi, da parte di Gianni BONAGURA, e ascolto di brani musicali con Franco ONORATI, in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
  • 18 dicembre 2013, ore 17 al Teatro Argentina. Lettura/spettacolo 
    teatro Argentina
    “Cqua cc’è un Vicario de Ddio nipotente” I sei papi di Giuseppe Gioachino Belli a cura di Marcello Teodonio . Letture di Angelo Maggi, Maurizio Mosetti e Paola Minaccioni.
  • 21 dicembre 2013, ore 10 CIMITERO DEL VERANO. Fiori sulla tomba di Belli.

CHI ORGANIZZA QUESTI EVENTI ? In tutte queste iniziative sono coinvolti: il Centro Studi Giuseppe Giachino Belli, l’Assessorato capitolino alla Cultura (Sovrintendenza e Archivio Storico), in partnership con diverse istituzioni: i tre atenei cittadini (Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre), l’Istituto Nazionale di Studi Romani, l’Istituto Nazionale della Grafica, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, la Fondazione Besso, il Comune di Morrovalle (in provincia di Macerata, dove Belli soggiornò ospite della sua “musa”, la marchesa Vincenza Roberti Perozzi).